Cappella di Santa Liberata

SAN GIOVANNI LIPIONI

L’antica Cappella di Santa Liberata, edificata tra il XII e il XIII secolo, conserva una facciata in pietra impreziosita da un bel portale in stile gotico e da alcuni elementi decorativi cistercensi, come il rosone a forma di croce e due bifore.

La storia della chiesa si lega all’antichissima tradizione del “Majo”: il più antico rito folkloristico-religioso di San Giovanni Lipioni. Accade il primo maggio di ogni anno e si caratterizza di due momenti: il rito religioso e l’augurio alle famiglie. Il 30 aprile, i giovani del paese raccolgono nei boschi i fiori di stagione, soprattutto ciclamini che, riuniti in piccoli mazzetti, vengono fissati su una croce inghirlandata nella Cappella di Santa Liberata. Al termine della Messa, le statue di San Giovanni Evangelista e di S. Liberata sono portate in processione alla Chiesa Madre. Qui rimarranno fino al 16 ottobre per poi essere trasferite nuovamente nella Cappella.

Il significato della doppia residenza rimanda al contenzioso tra gli abitanti della grangia, l’area rurale occupata dai granai, e quelli del nuovo insediamento, che per non separare le statue si sono accordati per un’ospitalità congiunta “semestrale”. Finita la cerimonia religiosa, stornellanti e musicisti si fermano ad ogni porta contando una filastrocca augurale personalizzata per ogni famiglia che riceve anche un mazzetto di fiori spiccato dalla croce. Il rituale aveva anche la funzione di protezione dei campi nei periodi invernali e di benedizione delle messi nel periodo estivo.

Cappella di S. Liberata - San Giovanni Lipioni

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