Monastero di San Martino in Valle

FARA SAN MARTINO

Nella località detta delle Gole di San Martino, si possono visitare i resti di un’abbazia benedettina, più precisamente della Chiesa che un tempo era ad essa affiancata. Secondo una certa tradizione, l’abbazia sarebbe stata  fondata dallo stesso San Benedetto, dunque nel sesto secolo dopo Cristo, ma in effetti risulta dai documenti storici che la sua fondazione sia avvenuta nel nono o decimo secolo.

Dell’abbazia si possono seguire le vicende attingendo a fonti archivistiche: dapprima autonoma, come tutte le sedi benedettine, poi, nel Quattrocento, assegnata al Capitolo di San Pietro in Vaticano, quindi affidata ad un feudatario, e più tardi annessa alla giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Chieti.

Ma questa serie di vicende venne bruscamente interrotta nel settembre 1818 da un’alluvione del vicino fiume Verde, che la distrusse seppellendola sotto una massa di detriti. Oggi i ruderi dell’abbazia si presentano sullo sfondo di un pittoresco scenario di rocce, immerse  nell’aspra natura di una stretta gola incisa dal perenne fluire delle acque del Verde.

I primi scavi per riportare alla luce i resti dell’abbazia, eseguiti nel 1891, ed altri interventi più recenti hanno fatto riemergere alcune parti di un lato della navata centrale della Chiesa. Lo storico dell’architettura abruzzese Ignazio Carlo Gavini in una sua opera riferendosi a San Martino in Valle ne descrive il grande portale in pietra, di struttura composita, simile a quello dell’abbazia di San Clemente a Casauria, nonché le parti emergenti dell’abside e della navata centrale.

L’edificio, infatti, era strutturato in tre navate, delle quali la principale si concludeva con un’abside. Affiancati alla Chiesa dovevano trovarsi vari locali destinati a cappelle minori, a sacrestia e a un piccolo cimitero.

Successive alluvioni hanno nuovamente invaso il sito archeologico fino al più recente intervento per riportarlo alla luce, iniziato nel 2005 e conclusosi nel 2009.

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